Rischio chimico: nuovi criteri di classificazione

postato il 16.02.2016  in Normativa Sicurezza
Rischio chimico: nuovi criteri di classificazione

Il sistema di classificazione per sostanze e miscele chimiche introdotto dal CLP (Regolamento CE n. 1272/2008) ha apportato alla normativa storica in materia numerose modifiche agli elementi necessari all’identificazione delle proprietà pericolose apportate dalle sostanze chimiche verso la sicurezza, la salute umana e l’ambiente.

La classificazione applicata a un prodotto chimico è quella procedura che permette di interpretare, attraverso criteri armonizzati, i dati inerenti le proprietà chimico-fisiche, tossicologiche ed ecotossicologiche e ricondurli così ad un sistema univoco che individui tutte le caratteristiche lesive del prodotto, a cui corrispondono altrettante classi di pericolosità.

Ad essere modificati in questo ambito sono le classi di pericolosità:

- 16 classi di pericoli chimici verso la sicurezza hanno sostituito le 5 precedenti; alcune sono completamente nuove (es. “aerosol infiammabili” o “gas sotto pressione”);

- per i pericoli chimici verso la salute, vengono ampliate le classi di tossicità acuta (4 anziché le 3 precedenti) e di corrosione/irritazione cutanea (3 anziché le 2 precedenti), e introdotte 2 nuove classi di pericolo per la tossicità verso specifici organi bersaglio (STOT = Specific Target Organ Toxicity); i criteri di attribuzione alle classi di pericolosità (criteri di classificazione) sono radicalmente differenti rispetto al passato, per cui lo stesso dato (es. LD50 inerente la tossicità acuta per via orale) può condurre nel nuovo sistema ad una classificazione diversa da quella adottata in precedenza.

La condizione che determina l’assoggettabilità di un insediamento alla normativa sugli incidenti rilevanti è la detenzione di prodotti chimici pericolosi in quantitativi superiori a determinate soglie: dunque il criterio-cardine è fondato sul riconoscimento della pericolosità di sostanze e miscele chimiche. Di conseguenza, la modifica dei criteri di classificazione ha avuto un notevole impatto su questo ambito, e ha reso necessaria la verifica o la revisione della documentazione adottata. L’emanazione del D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105 (G.U. n. 161 del 14 luglio 2015 – Suppl. Ordinario n. 38), in vigore dal 29 luglio scorso, che ha recepito la Direttiva 2012/18/UE (cd. “Seveso III”) del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, effettivamente nasceva dall’esigenza di adeguare al Regolamento CLP la classificazione delle sostanze e miscele pericolose oggetto del campo di applicazione della normativa sugli incidenti rilevanti.

Tags: rischio chimico, sostanze pericolose,

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