La Delega Funzioni esonera il datore di lavoro da alcune responsabilità solo se rispetta alcuni requisiti

postato il 19.03.2015  in Cronaca sicurezza e lavoro
La Delega Funzioni esonera il datore di lavoro da alcune responsabilità solo se rispetta alcuni requisiti

La delega funzioni per la sicurezza serve ad esonerare il datore di lavoro da alcune responsabilità in caso di danni alla salute e di incidenti sul lavoro.

La Corte di Cassazione, Sez. 4, con sentenza 11 marzo 2013, n. 11442, spiega che occorrono dei requisiti formali e sostanziali perché la delega funzioni sia valida.

La sentenza parte dal caso di un operaio che ha subito un infortunio mentre era intento al controllo di un macchinario, modificato dall'azienda per una nuova modalità di lavorazione dei pneumatici e quindi prototipo. Nell'occasione il lavoratore è stato colpito al volto da parti metalliche del macchinario proiettate dal cedimento strutturale dei giunti di serraggio e ha riportato lesioni gravissime.

Il datore di lavoro è stato ritenuto dal primo giudice responsabile del sinistro “poiché risultava essere stato investito non solo del ruolo di direttore di stabilimento con delega alla sicurezza, ma altresì del ruolo di coordinatore di diversi servizi, fra i quali quello di ingegneria industriale, nell'ambito delle cui attività era accaduto l'infortunio”.

In Appello, l'imputato ha osservato che il soggetto gravato degli obblighi di sicurezza nel caso specifico era un perito industriale nominato responsabile del servizio di ingegneria industriale, con responsabilità diretta per la progettazione esecutiva e la installazione di attrezzature, nonché l'osservanza delle disposizioni antinfortunistiche di sicurezza. Trattandosi di operare su un prototipo e tenuto conto dell'autonomia operativa attribuita al perito, nulla poteva essere ascritto al datore di lavoro.

Anche la Corte d’Appello ha disatteso le richieste del datore di lavoro. Infatti, sebbene il perito nominato era stato individuato anche quale soggetto obbligato a compiere l'attività di informazione e formazione dei lavoratori e a predisporre ed applicare adeguata normativa interna di protezione, sicurezza e igiene del lavoro, con autonomia decisionale e finanziaria in materia, la delega attribuita non esimeva da responsabilità il direttore dello stabilimento (datore di lavoro).

La motivazione della Corte? Il datore di lavoro continuava ad essere obbligato a predisporre misure antinfortunistiche in relazione a tutti i macchinari presenti in azienda, non esclusi i prototipi, e dalla qualità di coordinatore anche del settore in questione derivava l'obbligo di redigere un piano di sicurezza e coordinamento con l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi. 

Il datore di lavoro ha presentato ricorso in Cassazione per erronea applicazione della legge penale (con particolare riferimento all'art. 590 cod. pen. e all'art. 16 d.lgs. n. 81/2008): la piena autonomia delle attività del perito in quanto responsabile del servizio di ingegneria industriale e progettazione non permetteva un intervento diretto del datore di lavoro che avrebbe avuto il significato di una ingerenza nell'attività del delegato; l'obbligo di coordinamento poneva in capo al direttore di stabilimento un dovere di alta vigilanza, al quale egli aveva fatto adempimento attraverso la predisposizione di mezzi e risorse economiche ed altresì ponendo a capo del servizio un soggetto particolarmente esperto e competente.

Secondo la Cassazione, non può parlarsi di delega di funzioni prevenzionistiche quando si tratta, come nel caso specifico, della nomina di un responsabile di servizio, ovvero di un atto che concretizza l'articolazione organizzativa aziendale. Si legge nella sentenza: “Non vale a mutare tale natura il fatto che si faccia riferimento al compimento delle attività correlate al ruolo (studio ed organizzazione dei metodi di produzione; progettazione esecutiva e installazione, realizzazione e messa in marcia delle attrezzature e dei macchinari di serie per nuovi prodotti/processi e modifiche) ‘nel rispetto di tutte le norme infortunistiche’. Si tratta di una locuzione che non ha altro significato che il richiamo del nominato al rispetto delle norme antinfortunistiche (e quindi un momento degli obblighi già posti dalla legge); laddove la delega di funzioni prevenzionistiche richiede l'individuazione dei compiti di natura specificamente prevenzionistica che vengono trasferiti in forza della stessa”.

La qualifica di direttore di stabilimento (quindi datoriale) imponeva all’imputato di predisporre le misure antinfortunistiche in relazione a tutti i macchinari presenti in azienda, compresi i prototipi.

In breve, la delega funzioni deve risultare da un atto scritto con data certa antecedente all’infortunio nel caso in cui la causa riguardi un evento specifico (Corte di cassazione, quarta sezione penale, sentenza n. 15028 del 1° aprile 2014).

Dall’atto deve risultare in modo chiaro l'accettazione del delegato all'assunzione delle mansioni antiinfortunistiche in tema di sicurezza sul lavoro mentre il delegante deve specificare i compiti assegnati al delegato perché l’atto sia valido e non “improprio” e quindi nullo. 

Infine, la delega ad un responsabile per la prevenzione e la sicurezza non esonera il datore dalla responsabilità penale di cui resta il garante principale.

Tags: delega funzioni, cassazione, sentenza

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