Ecco i dati del rapporto 2014 sulle ispezioni sul lavoro

postato il 05.03.2015  in Sicurezza in azienda
Ecco i dati del rapporto 2014 sulle ispezioni sul lavoro

L’analisi dei risultati annuali dell’azione di vigilanza di competenza degli Uffici territoriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INPS e dell’INAIL, riportati nel Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale impone una riflessione sull’importanza del ruolo svolto dal personale ispettivo, anche e soprattutto nell’ambito della crisi economica ancora in corso.

Dall’esame dei risultati emerge che il totale delle aziende ispezionate, pari a 221.476, conferma sostanzialmente il dato rilevato negli anni precedenti (con un leggero decremento, pari a –5,80% rispetto al 2013, in cui erano state ispezionate 235.122 aziende).

Le aziende irregolari rilevate nel 2014 sono state 142.132 a fronte delle 152.314 accertate nell’anno 2013, con la registrazione, anche a tale riguardo, di una lieve flessione del – 6,68%.

Per quanto concerne l’ammontare dei contributi e dei premi evasi, l’importo oggetto di recupero in occasione degli accertamenti effettuati nel corso dell’anno 2014, pari a € 1.508.604.256,00, registra invece un discreto aumento rispetto al 2013 (€ 1.421.872.112).

Con riferimento alle posizioni lavorative oggetto di verifica, il numero dei lavoratori irregolari risulta pari a 181.629 unità (con un decremento del - 24% circa rispetto ai 239.020 lavoratori irregolari del 2013), mentre quello dei lavoratori totalmente in nero è pari a n. 77.387, dato anch’esso in diminuzione (del – 10,15%) rispetto a quello riscontrato nell’anno precedente (pari a n. 86.125 unità).

Tale decremento se, da un lato, è legato alla diminuzione del numero delle aziende ispezionate, dall’altro, può ritenersi connesso alla contrazione occupazionale che ha visto ridurre lo stesso numero medio di lavoratori impiegati nelle aziende attive del Paese.

PRESENZA PERSONALE ISPETTIVO. Quanto alla distribuzione, a livello territoriale, della presenza del personale ispettivo, appare particolarmente significativo l’aumento del numero di ispezioni effettuate, rispetto a quelle inizialmente programmate, nelle seguenti Regioni: 5.207 (+ 37%) in Basilicata; 15.392 (+ 18%) in Puglia; 2.267 (+ 16%) in Molise; 11.384 (+14%) in Toscana. Tali aumenti di attività in parte sono ricollegabili anche alla procedura di mobilità straordinaria definita nel corso del 2014 che ha visto l’assegnazione di diversi ispettori agli Uffici delle suddette Regioni.

AZIENDE ISPEZIONATE. Si rileva, inoltre, la seguente ripartizione delle aziende ispezionate in base al settore merceologico: 78.815 (56,23%) nel Terziario; 40.545 (28,92%) in Edilizia; 15.379 (10,97%) nell’Industria; 5.434 (3,88%) in Agricoltura.

Con riferimento ai settori merceologici sopra indicati, risulta effettuato il maggior numero di accessi ispettivi nel Terziario in Lombardia (n. 8.980), Puglia (n. 8.067), Emilia Romagna (n. 7.120); nell’Edilizia in Puglia (n. 4.227), Lombardia (n. 3.632), Lazio (n. 3.551); nell’Industria in Toscana (n. 2.120), Lombardia (n. 1.764), Campania (n. 1.470); nell’Agricoltura in Puglia (n. 1.818), Calabria (n. 800), Basilicata (n. 464).

AZIENDE IRREGOLARI. Per quanto concerne la percentuale di aziende irregolari in relazione ai diversi settori merceologici: Edilizia = 59% (+1 punto percentuale rispetto al 2013) Industria = 54% (anche questa aumentata di +1 punto percentuale rispetto al 2013) Terziario = 50% (invariata rispetto al 2013) Agricoltura = 49% (+ 4 punti percentuali rispetto al 2013).

I dati inerenti le ispezioni tecniche segnalano una diminuzione del 18,49% rispetto al 2013 nelle violazioni prevenzionistiche, vale a dire quelle correlate all'omessa adozione delle prescritte cautele inerenti gli infortuni sul lavoro.

INFRAZIONI IN CAMPO SICUREZZA. Per quanto riguarda la tipologie delle infrazioni nel campo della sicurezza, si segnala che il 37% delle violazioni riscontrate nel settore edile sono connesse a rischio di caduta dall’alto e il 19% si riferiscono a rischio elettrico, utilizzo di attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione collettivi ed individuali.

In diminuzione, invece, le sanzioni correlate ai rischi relativi alle operazioni di investimento e seppellimento (pari a 3% a fronte del 5% dell’anno 2013).

L’analisi dei dati, peraltro, evidenzia un’insufficiente attenzione delle aziende ispezionate agli obblighi del datore di lavoro relativi alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori e alla formazione ed informazione del personale (ciascuno pari al 12%), nonché una certa carenza nella realizzazione di una completa ed articolata valutazione dei rischi aziendali ed interferenziali (che è oggetto di circa il 7% delle violazioni riscontrate).

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Tags: rapporto ministero lavoro, dati sicurezza,

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