Rapporto Istat: oltre 17 milioni di italiani avvertono rischi sul posto di lavoro

postato il 14.12.2014  in Sicurezza in azienda

Sono oltre 17 milioni gli occupati in Italia che avvertono rischi sul posto di lavoro: il 74,7% si sente esposto ad almeno un fattore di rischio fisico, mentre il 27% ad almeno uno dei fattori di rischio psicologico.

E' quanto emerge dai risultati del report "Salute e sicurezza sul lavoro", presentato dall'ISTAT.

Nell’approfondimento vengono rilevati gli infortuni sul lavoro, i problemi di salute causati o aggravati dall'attività lavorativa, le professioni più a rischio e la percezione dell'esposizione ai fattori di rischio.

Secondo il sondaggio, sono 714 mila le persone che nei 12 mesi precedenti l'intervista dichiarano di aver subito almeno un infortunio sul luogo di lavoro o durante il tragitto casa-lavoro (2,9% degli occupati e dei non occupati che nello stesso periodo hanno svolto un’attività lavorativa contro i 937 mila del 2007, il 3,7% del totale).

Le persone che dichiarano malattie o problemi di salute causati o aggravati dall'attività lavorativa negli ultimi 12 mesi sono 2 milioni 282 mila, il 5,4% del totale della popolazione degli occupati e dei non occupati con precedenti esperienze di lavoro (era il 6,9% nel 2007).

Oltre la metà di quanti dichiarano disturbi di salute lamenta un problema osseo, articolare o muscolare (59,0%), in particolare alla schiena (29,5%).

Problemi di salute di natura psicologica come lo stress, la depressione e l'ansietà sono avvertiti dall'11,9%.

Il problema alla schiena, maggiormente indicato dai lavoratori ed ex-lavoratori, riguarda in modo molto più accentuato i cittadini stranieri (42,1%) rispetto agli italiani (28,5%).

Tra i settori di attività economica, l’industria in senso stretto è quello con il maggior numero di individui che soffrono di problemi di salute (191 mila, il 16,7% del totale degli occupati che hanno sofferto problemi di salute), seguono il commercio (142 mila individui, 12,5%) e la sanità (141mila, 12,3%).

Quest’ultimo rappresenta il settore con la maggiore prevalenza del fenomeno (l’8,2% degli occupati dichiara problemi di salute associati alla professione), seguito dall’istruzione (7,3%) e dal trasporto (6,7%).

I settori dei servizi di informazione e comunicazione (3,4%), degli altri servizi collettivi e personali (3,7%) e del commercio (4,2%) registrano, invece, le minori prevalenze del fenomeno.

Nell’istruzione e nella sanità si evidenzia un maggiore svantaggio delle donne (rispettivamente 7,9% e 8,8%) nei confronti degli uomini (5,6% e 6,9%).

Movimenti ripetitivi della mano e del braccio (43,6%), infortunio (40,2%), e problemi alla vista (39,0%) sono i tre fattori di rischio fisico più diffusi tra i lavoratori.

Per la salute psicologica, sia per gli uomini sia per le donne, il più importante fattore di rischio è invece il "carico di lavoro eccessivo o tempistiche di lavoro pressanti" (25,3%). Le quote più elevate si registrano tra dirigenti e quadri (39,6%), imprenditori e liberi professionisti (29,6%), impiegati (29,3%). I settori più coinvolti sono le attività finanziarie e assicurative (33,4%), i servizi di informazione e comunicazione (33,6%), l'amministrazione pubblica e difesa (33,2%), la sanità (32,6%).

Leggi il dossier dell'Istat.

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Tags: rischi lavoro, sicurezza lavoro, istat lavoro,

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