Dati Inail: cosa riduce oggi il rischio di infortuni sul lavoro?

postato il 31.10.2014  in Normativa Sicurezza

I dati infortunistici europei diffusi da Eurostat, che in Italia analizza i dati forniti da Inail, contano 1.717 incidenti per 100mila occupati a fronte dei 2.674 di cinque anni fa. A livello nazionale e comunitario è confermata la bontà delle politiche di prevenzione intraprese dalle aziende.

L’Italia ha numerosi motivi di soddisfazione.

Entrando nel dettaglio della Strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’Italia vede una diminuzione di circa il 36% di infortuni sul lavoro rispetto al 2007 (quando lo stesso valore era pari a 2.674): decisamente al di sotto di Spagna (2.953), Francia (2.695 incidenti e una diminuzione del 32% rispetto a cinque anni fa) e Germania (2.630 incidenti e meno 16% rispetto a cinque anni fa) e contro una media Ue-27 pari a 1.633.

Ottimi anche i risultati che interessano le donne, con un tasso di 1.072 incidenti, anch’esso più contenuto rispetto a quello di Francia (1.715), Spagna (1.656) e Germania (1.364). Per i casi mortali, l’indice per il nostro Paese passa, dal 2007 al 2012, da 2,5 a 1,3 decessi per 100mila occupati – in linea con quello dell’UE-27 pari a 1,4 del 2012 –, segnando una riduzione del 48,4% rispetto al 2007.

In attesa che il dato ufficiale di Eurostat per l’Ue a 27 stati relativo al periodo 2007-2012 confermi il raggiungimento dell’obiettivo strategico del -25% di infortuni fissato dalla Commissione europea (le cifre disponibili non includono ancora il 2007), si può definire questo traguardo conseguito per quanto riguarda l’Ue-15, con una contrazione del 26,4%. Un successo al quale l’Italia – col citato -36% - ha contribuito in modo sensibile.

La riduzione dell’incidenza di infortuni è calcolata non sui valori assoluti, ma sui tassi standardizzati per 100mila occupati e tiene quindi conto delle dinamiche occupazionali, caratterizzate in questi ultimi anni da forti perdite di posti di lavoro a causa della crisi economica generalizzata.

Va precisato come oltre alla diminuzione del numero di esposti al rischio, al calo infortunistico abbiano concorso altri elementi, specificatamente legati alla crisi, come la riduzione delle commesse per le fabbriche, meno cantieri edili, conseguente calo dei ritmi di lavoro (e quindi dei rischi d’infortunio).

Tuttavia, è stato determinante per il risultato, il successo delle politiche di prevenzione intraprese. Le ultime strategie europee sono innovative in quanto basate sull’impostazione globale del benessere sul luogo di lavoro, sul consolidamento di una cultura della prevenzione, a sua volta fondata sulla combinazione di strumenti strategici differenziati e sulla realizzazione di partenariati tra tutti i soggetti che operano nel campo della salute e sicurezza sul lavoro. La mancanza di una strategia comporta costi di rilievo per l’economia aziendale e nazionale.

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Per conoscere l'andamento degli infortuni sul lavoro, visita il sito di Inail.

Tags: inail, sicurezza sul lavoro, crisi del lavoro,

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